Una chewing-gum

Una decina di giorni fa mi sono reso conto di quanto le persone, io per primo, siano abitudinarie, e hanno comportamenti che seguono uno schema, ne ho quindi scritto una piccola riflessione.


Parlando poi con Elena Lorenzon, un'amica Coach, e spiegandole i motivi di tale pensiero, lei mi ha spinto ad allargare il concetto e a farne un articolo per il blog, grazie Elena.


Qui di seguito trovi la riflessione di partenza che avevo anche pubblicato su Facebook:

"Stamattina ho avuto una volta di più la certezza che le persone, io compreso, sono "automatiche", che le risposte agli eventi sono spesso fuori dal nostro reale controllo, e nella maggior parte dei casi nemmeno ci rendiamo conto di questo nostro funzionamento: stimolo/risposta. Altro che "libero arbitrio" o scelte consapevoli!"


Mi sono reso conto, una volta di più di questa cosa, proprio lo scorso venerdì mattina, ma ora ti spiego meglio.


Solitamente al mattino per andare in negozio al lavoro faccio sempre la stessa strada, e nel tragitto, solitamente quasi sempre nello stesso punto, metto in bocca una chewing-gum.


Il venerdì mattina, diversamente dal solito, per andare in negozio ho dovuto invece fare una strada completamente diversa da quella abituale.


Fin qui nulla di strano, se non che, dopo quasi un'ora che ero in negozio mi è venuto un flash!


Cavoli, stamattina non ho messo in bocca la mia chewing-gum, ho cambiato strada, lo schema dell'abitudine è stato alterato, e la mia abitudine, guarda un po' è saltata.


Si lo so, questa è una stupidaggine, ma fa comprendere perfettamente quanto i nostri pensieri e le nostre azioni siano molto spesso automatici.


Come dici, tu sei diversa/o?


Bene, pensa e sii onesta/o con te stessa/o, quando vai in palestra, qual è l'armadietto o la zona dello spogliatoio che utilizzi?


Quando vai al lavoro, dove cerchi solitamente il parcheggio?


Potrei scommettere che nella maggior parte dei casi è sempre lo stesso.


Vero, sono esempi banali, ma se ci pensi bene poi così banali non sono.


Se il "tuo armadietto" della palestra o il "tuo parcheggio" preferito sono occupati, magari ti arrabbi anche!


Tutto questo per dire che in molti casi, siamo poco consapevoli delle nostre scelte e delle nostre reazioni.

Spesso crediamo di scegliere in modo consapevole, mentre a scegliere è una parte di noi che è fuori dal nostro controllo, e lo fa in modo automatico a seconda delle esperienze del passato.


Qui sopra ho portato esempi stupidi se vuoi, ma immagina come alcune scelte inconsapevoli, su aree molto più importanti della nostra vita, che influenza possano avere su di noi e sul nostro futuro.

Spesso davanti allo stesso evento, anziché "agire", noi "re-agiamo" sempre allo stesso modo e automaticamente, e nella maggior parte dei casi, nemmeno ce ne rendiamo conto.

Credo che il cambiamento e la nostra crescita passino invece da scelte consapevoli, altrimenti è un continuo tira e molla delle nostre esperienze.

Certo non è sempre facile decidere consapevolmente, lo so benissimo.


A volte però basterebbe davvero poco, magari decidendo volontariamente di cambiare, ogni volta, la zona dove cambiarsi in palestra o dove parcheggiare la nostra automobile, o qualsiasi altra semplice abitudine che abbiamo.


Partendo da piccole scelte consapevoli, e cominciando a porre attenzione a ciò che fai, la tua mente si amplia, esce dalla zona di confort e si allena a prendere decisioni consapevoli, anche sulle quelle aree importanti della tua vita che ti porteranno certamente a vivere meglio e ad evitare i soliti errori.


Come fare?


Comincia con il porti queste domande:

 

  • "Questo comportamento lo sto scegliendo o è un comportamento automatico?"

 

  • "Questo è ciò che voglio realmente o c'è qualcosa, dentro di me, al di fuori dal mio controllo che mi sta spingendo ad agire così?"


Credimi lo so bene che non è semplice, ma credo ne valga veramente la pena farlo, o provare a farlo, per poter diventare davvero un po' più consapevoli di ciò che realmente vogliamo, e magari anche un po' più liberi.

A presto


Claudio Gilberti

 

 

 

Sentiti libero di commentare questo articolo, e di condividerlo con i tuoi amici nei vari social network usando i bottoni che trovi di seguito.

 

Scrivi commento

Commenti: 6
  • #1

    Roberto (mercoledì, 06 novembre 2013 15:09)

    Ciao Claudio l esempio dell armadietto mi calza a pennello! Da qualche settimana l avevo notato ed infatti mi sforzo di fare scelte diverse,eppure mentre sono distratto per esempio al cell o parlo con altre persone mi ritrovo ad inserire i miei capi nell armadietto 135!! Grazie come sempre x tue spiegazioni e domande per crescere! Ciao Grande a presto

  • #2

    Claudio Gilberti (mercoledì, 06 novembre 2013 20:16)

    Ciao Roberto, grazie per il commento.
    Purtroppo capita spesso di essere distratti, ed è proprio in quei momenti che l'abitudine prende il soppravvento, ma già il fatto di rendersene conto è il primo passo per diventare cosapevoli di ciò che vogliamo.
    A presto
    Claudio

  • #3

    Cristina (mercoledì, 06 novembre 2013 23:01)

    Ciao Claudio, bella riflessione, interessante... Sai non mi sono mai soffermata a guardare le mie abitudini sotto questo aspetto! Veramente un bello spunto. A volte mi capita la riflessione contraria, sono curiosa e le cose sempre uguali mi annoiano, ma non l'avevo mai guardata dal tuo punto. E hai proprio ragione! Fatta una cosa una volta, ci abituiamo subito, e per "pigrizia" ci comportiamo sempre allo stesso modo, fino a che il caso o la noia o qualche altro evento non sposta il nostro focus. E' proprio il caso di iniziare consapevolmente a prendere in mano le redini! Grazie.

  • #4

    Carla (giovedì, 07 novembre 2013 06:38)

    ciao Claudio. Mammamiacomeèvero! :) inseriamo il pilota automatico così spesso che non ce ne rendiamo conto, e quello che pensiamo sia azione, è invece una RE-AZIONE! Davvero acuta questa riflessione! E che bello sapere che basta cambiare una piccola cosa per farne cambiare "magicamente" anche altre! come dire: tutto è collegato! E' come se un piccolo cambiamento diventasse il bandolo della matassa da dipanare. Mi piace .... si mi piace molto! :)

  • #5

    Claudio Gilberti (giovedì, 07 novembre 2013 12:49)

    Ciao Cristina, grazie del commento!
    Contento di averti dato un diverso punto di vista sul quale riflettere.
    Un abbraccio
    Claudio

  • #6

    Claudio Gilberti (giovedì, 07 novembre 2013 12:52)

    Ciao Carla,
    che piacere il commento di una Coach come te su mio blog! :)
    Già, a volte basta davvero cambiare pochi dettagli e tutto cambia, forse proprio perché, come sottolinei tu: "tutto è collegato"...
    Grazie infinite del commento.
    A presto
    Claudio