Facciamo come i politici o come Trevor?

Ebbene si ogni tanto è necessario fermarsi a riflettere, almeno per me vale così, su quello che succede intorno a noi. 

 

A volte capita di ritrovarsi a riflettere quasi casualmente per qualcosa che ci capita, per qualcosa che leggiamo o vediamo. 

 

Per chi ha letto il libro "Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere" sa che noi ometti spesso quando abbiamo qualcosa da risolvere, un problema o qualcosa che ci assilla ci ritiriamo nella nostra "caverna"

Beh, non è sempre così! 

 

Dico questo perché ogni tanto, non so se a te sia mai capitato, io "scelgo" anche quando sto bene, di entrare nella mia caverna a pensare e riflettere. 

 

E chi se ne frega se poi mi sento dire: "pensi troppo!", si forse è vero, a volte penso troppo, ma poi esce il coach che c'è in me e via di metamodello, e quindi mi dico:

 

Ma penso troppo per chi?

 

Penso troppo in relazione a cosa? 

 

E’ sempre sbagliato pensare troppo?

 

Credo che a volte sia meglio pensare troppo, che non pensare per nulla, ma questo è il mio pensiero. (scusate il gioco di parole)

 

Ed ecco che mi torna in mente che ognuno ha il suo modello del mondo e che "la mappa non è il territorio"

 

Va beh, veniamo ora al punto che mi ha portato a scrivere questo post. 

 

Siamo in piena campagna elettorale, sinceramente quel poco che so è perché lo sto leggendo sui giornali o in rete, ho scelto di non seguire dibattiti in tv, mi fanno venire il latte alle ginocchia tanto sono pieni di presunti grandi comunicatori.

 

Ma quello che ho letto fino ad ora mi piace davvero molto poco. 

 

Tutti contro tutti, questi che si definiscono "leader" che si insultano l'uno con l'altro, senza mezzi termini.

 

Comincio a dubitare che queste persone, indipendentemente dal colore che rappresentano, sappiano cosa significhi la parola "leader" o "leadership", mi sembra che nessuno di loro sappia guidare con l'esempio


Loro sono i classici: "Fate quelli che dico, ma non fate quello che faccio!" 

 

Chiedono sacrifici ma poi si aumentano i privilegi. 

Nessuno che abbia un programma di crescita serio e concreto sul quale basare le proprie argomentazioni. 

 

Tutti che promettono cose irrealizzabili, parlano, parlano, parlano...ma cosa c@77o continuate a parlare e promettere, se poi non mantenete!?

 

Qui servono fatti, le parole lasciano il tempo che trovano

 

Ho preso l'esempio della nostra classe politica, ma il concetto del fare i "fatti", è applicabile ad ogni sfera della nostra vita, e a tutte le nostre conoscenze.

 

Già, in ogni situazione servono i fatti, le parole per quel che mi riguarda, lasciano il tempo che trovano se non sono seguite poi da azioni concrete.

 

Troppo spesso le persone dicono cose, e poi al momento dei fatti, ecco che nulla succede, per i più svariati motivi, o le più svariate scuse.

 

Si lo so, ora penserai: “Cavoli Claudio come sei polemico oggi.” Ebbene si, oggi ho scelto volutamente di essere polemico.

 

Però non sono qui solo a fare polemica o a lamentarmi, ma piuttosto a cercare di comprendere come fare per agire, si mi ci metto dentro anche io, anche io devo imparare ad agire di più, fare seguire di più i fatti alle parole che dico.

 

A volte sento dire:

 

Non spetta a me cambiare le cose!

 

Cosa vuoi che faccia, tanto nulla cambia!

 

La responsabilità è la loro!

 

E molte altre frasi simili che non portano a nulla se non ad accontentarsi di ciò che c'è e a sentirsi incapaci di un cambiamento

Beh io invece penso che ognuno di noi ha la responsabilità di essere "leader di se stesso”, e credo che ognuno di noi, nel suo piccolo possa portare un cambiamento, a patto che si assuma la responsabilità di fare azioni, perché le parole volano, i fatti invece rimangono

 

E tanti "piccoli fatti" di molte persone alla fine portano a quel cambiamento che può fare la differenza nella vita di una persona.

 

Per quel che mi riguarda conta sempre di più una piccola azione che una sterminata quantità di parole fini a se stesse.

 

Oggi ti lascio con la scena di un film bellissimo, "Un sogno per domani" (se non lo hai visto te lo consiglio vivamente), che ha molto a che fare con l'azione e il "fare", nel quale un bambino, Trevor, da il suo contributo al cambiamento.


E un motivo in più per fare i fatti, è che poi stai bene, la tua autostima aumenta e di conseguenza ti viene ancora più desiderio di fare per te e per gli altri.

 

E tu cosa ne pensi? 

 

A presto

 

Claudio 

 

 

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Commenti: 6
  • #1

    simo (lunedì, 18 febbraio 2013 11:19)

    come sempre dai il meglio di te anche questo tuo post molto bello. ma su questo non commento ce ne sarebbe tanto da parlare.
    con affetto
    simo

  • #2

    Claudio Gilberti (lunedì, 18 febbraio 2013 11:49)

    Ciao Simo,
    grazie per i complimenti ed il commento...si in effetti ce ne sarebbe davvero tanto da parlare.
    Un abbraccio
    Claudio

  • #3

    roberta.attianese@libero.it (lunedì, 18 febbraio 2013 14:56)

    strepitoso come sempre. un abbraccio, roberta

  • #4

    Claudio Gilberti (lunedì, 18 febbraio 2013 15:30)

    Ciao Roberta, che dire?
    Grazie!
    Un abbraccio

  • #5

    Anton Guido (lunedì, 18 febbraio 2013 19:52)

    Ciao Claudio :)
    ...oggi sei polemico..?...no,oggi sei costruttivo...
    Non si è mai polemici quando ci poniamo delle domande;usciamo dalla zona confort per avventurarci in nuove prospettive.
    Apri porte e finestre da cui escono domande per far entrare risposte.
    Quindi,far seguire i fatti a ciò che si dice,rappresenta l'esempio classico per mettersi in discussione con se stessi(di fronte agli altri,guadagni stima)...beh,sembra che destabilizzarsi internamente,serva per trovare,negli altri,i pilastri cui appoggiarsi...(un pò contorto,vero?) :P
    Evviva questi polemiconi,allora.. :D
    Ciao Claudio,un abbraccio :)
    Anton Guido

  • #6

    Claudio Gilberti (martedì, 19 febbraio 2013 12:46)

    Ciao Anton Guido :)
    Grazie per questo tuo prezioso commento...in effetti un po' contorto lo è, ma tu sei comunque sempre incisivo nei tuoi interventi!
    Un abbraccio :)