L'unica cosa che vorresti

Rieccomi nuovamente qui con un post nuovo nuovo, oggi sarà un articolo un po' particolare. 

 

Il contenuto è maturato negli ultimi giorni, dopo che una scintilla era scattata una qualche notte fa confrontandomi con una persona.

 

Ma prima di arrivare al punto, come sempre mi accade ultimamente, quando mi si accende una scintilla, arrivano in concomitanza delle perle di saggezza che sembrano fatte apposta per l'occasione.

La perla di saggezza in questione è la seguente: 

 

"Non vediamo le cose come esse sono, bensì come siamo noi."

 

Anais Nin

 

Succede nella vita di una persona di fare sbagli, vuoi perché si è convinti che la propria verità sia l'unica possibile, vuoi per via di un dolore che li acceca.

 

Capita nei momenti nei quali ci si trova in uno stato di forte dolore, pensare di essere gli unici che stanno soffrendo per una situazione creatasi.

 

E in quel frangente una persona, dice e fa cose, che in altri momenti non avrebbe mai ne detto ne fatto.

 

E mentre parla, non si accorge di ferire qualcuno al quale vuole molto bene, e anzi proprio nemmeno pensava e sapeva che anche l'altra persona stesse soffrendo, per la stessa spiacevole situazione. 

 

Beh, non so se a te sia mai capitata un'esperienza simile. 

 

A me è capitata, e credimi che quando ti rendi conto, e ti viene confessato dopo tanto tempo, che non sei stato l'unica persona che ha sofferto per quell'esperienza, tutto prende un'altra forma.

 

Tutto quello che prima credevi vero, tutto quello pensavi, tutte quelle verità e ragioni che credevi ti appartenessero, perdono valore.

 

Cominci a guardare con altri occhi tutta la situazione spiacevole.

 

E a quel punto l'unica cosa che vorresti, è non aver mai detto tutto ciò che hai detto, e fatto tutto ciò che hai fatto. 

Vorresti cancellare tutto, fare un rewind del nastro registrato e riscriverci sopra come si faceva una volta con le videocassette VHS.


Vorresti registrarci sopra un nuovo film, sperando che nessuno abbia visto quello precedente.

 

Ma questo non è possibile, ormai in tanti lo hanno visto, e l'unica cosa che ti rimane da fare è soltanto una.

 

E quell'unica cosa è fare un atto di umiltà, mettere da parte l'orgoglio e chiudere scusa a chi di dovere

 

E poi una volta appurato che le scuse sono state accettate, c'è un bellissimo esercizio da fare, che è il seguente.

 

Prendere tutto quel dolore vissuto dalle persone coinvolte, metterlo insieme in una scatola, chiuderla ermeticamente, spedirla metaforicamente nello spazio e una volta che è diventata un piccolo puntino lontanissimo, farla esplodere, in modo che quel dolore svanisca con i colori di un bellissimo fuoco d'artificio.

 

Non immagini quanto leggero poi ti senti.

 

Provare per credere. 

 

A presto

 

Claudio 

 

 


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Commenti: 16
  • #1

    simo (lunedì, 04 febbraio 2013 10:56)

    Bellissime parole Claudio
    So cosa vuoi dire.
    Tu ci sei riuscito io ancora no.un giorno forse anche io prenderò una scatola,la chiuderò ermeticamente,e via nello spazio e forse come hai scritto tu diventerà un lontanissimo puntino.
    Grazie per questo nuovo articolo.

  • #2

    Claudio Gilberti (lunedì, 04 febbraio 2013 11:09)

    Ciao Simo,
    grazie a te per il commento!
    Lo puoi decidere solo tu quando chiudere quella scatola e mandarla nello spazio per farla esplodere...ti auguro di prendere tutto il coraggio che hai e di farlo quanto prima!

  • #3

    Moni (lunedì, 04 febbraio 2013 11:12)

    Grazie! Sì, lo faccio subito!

  • #4

    Claudio Gilberti (lunedì, 04 febbraio 2013 11:18)

    Prego Moni, fallo e poi fammi sapere quanto meglio ti sentirai.

  • #5

    Nicoletta (lunedì, 04 febbraio 2013 12:54)

    Claudio, è incredibile!! Sono due giorni che penso a come fare.... Ora ho trovato la forza.... Grazie :-)

  • #6

    Claudio Gilberti (lunedì, 04 febbraio 2013 13:19)

    Ciao Nicoletta,
    contento di essere stato il mezzo dal quale hai trovato la forza che cercavi!
    Grazie a te... :-)

  • #7

    lisa :) (lunedì, 04 febbraio 2013 14:13)

    beh..che dire..

    commossa...

    grazie

    Lisa :)

  • #8

    Claudio Gilberti (lunedì, 04 febbraio 2013 15:44)

    Prego Lisa, addirittura commossa... :)

  • #9

    Mary (lunedì, 04 febbraio 2013)

    ....ci sto lavorando sulla mia scatola.....ma in certi giorni sembra che non sia possibile, non mi arrendo ci riusciro...Grazie Clau...sei unico e ti voglio bene.

  • #10

    Claudio Gilberti (martedì, 05 febbraio 2013 12:55)

    Ciao Mary,
    conoscendoti sono certo che ci riuscirai a presto anche tu a spedire la tua scatola nella spazio...
    Ti voglio bene

    P.S.: meno male che sono unico sai che casino se ce ne fossero altri come me in giro... ;-)

  • #11

    Roberto (martedì, 05 febbraio 2013 15:55)

    Grazie Claudio,come sempre un ottimo spunto per riflettere.
    Un abbraccio a presto

  • #12

    Claudio Gilberti (mercoledì, 06 febbraio 2013 12:39)

    Grazie a te Roberto!
    Mi fa piacere tu abbia colto anche stavolta spunti di riflessione dal mio articolo.
    A presto

  • #13

    Angela (lunedì, 11 febbraio 2013 23:40)

    Ciao Claudio, volevo dirti che hai ragione dopo aver buttato via quella scatola si sta molto bene...un bacio

  • #14

    Claudio Gilberti (martedì, 12 febbraio 2013 12:47)

    Ciao Angela,
    mi fa molto piacere tu abbia finalmente "buttato" la tua scatola, e sei tornata a stare bene.
    Un abbraccio

  • #15

    Anton Guido (mercoledì, 13 febbraio 2013 10:31)

    Ciao Claudio :)
    Arrivo in ritardo,ma sono cmq contento di esserci :D
    Dimostrare di essere una persona forte,passa proprio attraverso quelli che possono sembrare dei comportamenti "da deboli"...
    Non farlo,non è altro che la naturale continuazione di una serie di comportamenti sbagliati,in cui rimaniamo nel proprio feudo emotivo/mentale rischiando con alta probabilità,di farsi terra bruciata intorno.
    Al solito,la nostra zona confort,va proiettata negli altri :D
    Ciao Claudio,gran bel motivo di riflessione(come sempre)
    A quanto prima
    :)

  • #16

    Claudio Gilberti (mercoledì, 13 febbraio 2013 12:52)

    Ciao Anton Guido, meglio arrivare tardi che non arrivare per nulla.. ;)
    Grazie per il commento, sai sempre essere preciso e stimolante nelle tue riflessioni...
    A presto
    Claudio :)